9 Aprile Apr 2015 0927 one year ago

Bracciale del Cronoman: un bilancio dei primi 10 anni di vita

Intervista al presidente della Commissione Strada-Pista Ruggero Cazzaniga: "La Federazione crede ancora in questo progetto e nel corso degli anni abbiamo affinato il sistema di contributi in modo da poter offrire un calendario più uniforme sul territorio nazionale"

MALORI MOND CRONO L 0849

Il Bracciale del Cronoman compie dieci anni e si appresta a vivere un’altra stagione intensa che culminerà, quest’anno diversamente dagli altri, a ridosso del Campionato del Mondo di Richmond, con la prova dell’7 settembre.
Un traguardo così importante merita un momento di riflessione che parte, inevitabilmente, da un bilancio del passato. Il Bracciale del Cronoman, nato nel 2005 per rilanciare una scuola che in passato ci aveva visto grandi interpreti, conserva oggi una profonda attualità, confortata da quanto accade nelle gare più importanti: dal Mondiale ai Grandi Giri, dalle Classiche monumento alle Continental, i vincitori sono spesso atleti in grado di maneggiare egregiamente questo esercizio. L’intuizione di allora, quindi, ha cominciato a dare i suoi frutti, se è vero che diversi atleti ormai affermati si sono messi in luce proprio in questa manifestazione, come Adriano Malori, vincitore nel 2006 nella categoria Junior, Marco Coledan, Rossella Ratto, Susanna Zorzi ed Elisa Longo Borghini.
L’importanza del Bracciale del Cronoman, però, non si percepisce solo dalla qualità del suo albo d’oro, ma anche nei numeri, semplici e sintetici, che difficilmente tradiscono. In 10 anni di vita il Bracciale ha visto la partecipazione di circa 17.000 atleti, che si sono affrontati in poco meno di 200 cronometro. Le categorie interessate sono state, sin dalla prima edizione, allievi e juniores (uomini e donne); dal 2011 è nato anche il Bracciale per le categorie donne elite e Under 23, assecondando continuità agonistica a quegli atleti impegnati nel circuito sin dalla prima edizione nelle altre categorie.
Del passato e soprattutto del presente ne parliamo con Ruggero Cazzaniga, presidente della Commissione Strada-Pista della FCI.
Questi dieci anni sono la dimostrazione che la strada imboccata allora era quella giusta. L’obiettivo era far crescere il movimento organizzativo e conseguente il parco di atleti per le corse contro il tempo. La Federazione crede ancora in questo progetto e nel corso degli anni abbiamo affinato il sistema di contributi in modo da poter offrire un calendario più uniforme sul territorio nazionale.”
- Ricordiamo in sintesi in che modo la Federazione contribuisce alla realizzazione del Bracciale del Cronoman.
Attraverso contributi diretti alle società organizzatrici, da un minimo di 1100 ad un massimo di 1700 euro. Un sistema reso possibile grazie all’impegno dei Comitati Regionali, in grado di identificare le realtà più meritevoli. In diverse regioni siamo stati costretti a contingentare il numero di prove finanziabili direttamente, perché le richieste, nel corso del tempo, hanno superato la disponibilità complessiva. Anche perché la Federazione sta finanziando altri aspetti dell’attività crono, come le competizioni a squadre e quelle promozionali per esordienti. Quest’anno il numero complessivo delle gare è tornato ad essere attorno alle 20 su tutto il territorio nazionale, in linea con il numero di gare degli anni di maggior successo.
Bisogna dire che molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare, in quanto ci sono alcune aeree geografiche nelle quali riesce difficile far ripartire l’attività.”

- Anche per il 2015 la formula resta invariata?
“Si, riservato alle categorie “Allievi” (M/F), “Juniores” (M/F), Under 23 e Donne Elite con i Campionati italiani che danno un punteggio doppio. La novità è che quest’anno abbiamo previsto la realizzazione della prova il 7 settembre (sede ancora da definire), per permettere un test a ridosso con i campionati del mondo negli USA.
Inoltre all’interno del Bracciale 2015 si offre l’opportunità di inserire una prova regionale a cronometro a squadre riservata alle categorie allievi, juniores m/f ed under 23 ed una prova finale a carattere nazionale, che assegnerà il titolo di squadra Campione Italiana cronometro a squadre.
- Guardando il calendario si nota l’attivismo organizzativo di aeree geografiche di lunga tradizione ciclistica ed anche una buona attività nel Centro Italia. Ci sono però alcune zone rimaste ancora indietro. A cosa è dovuto?
Le cronometro sono gare di difficile organizzazione, soprattutto perché impattano in modo determinante sulle comunità locali. Non tutti gli Enti locali hanno la stessa sensibilità…”
- Ad una buona risposta da parte degli organizzatori corrisponde anche un’analoga attenzione da parte delle società sportive partecipanti?
“Certo. Alle gare del Bracciale, soprattutto le prime, il numero dei partenti è veramente alto. Tutte le società, soprattutto quelle che programmano con uno spazio temporale non limitato ad una singola stagione, ormai prevedono lavori specifici per questo esercizio, nonostante gli alti costi legati ai materiali. Anche in questo caso la Federazione si sta adoperando per alleggerire il carico delle società e atleti meritevoli, come nel caso dell’accordo di partnerhip con Pinarello.”.
Antonio Ungaro