2 Giugno Giu 2019 1748 2 months ago

Carapaz porta l'Ecuador nella storia del Giro

Per la prima volta un rappresentante del piccolo paese sud americano si aggiudica la corsa rosa - Vincenzo Nibali è secondo a 1'05, terzo lo sloveno Primoz Roglic - Cinque i successi di tappa degli italiani e Giulio Ciccone vince la classifica dei GPM

Carapaz Verona1

Verona (2/06) - La crono di Verona, ultima tappa del Giro 102, è stata vinta dall’americano Chad Haga che ha coperto la distanza di 17 chilometri in 22’ 07” anticipando di 4” il belga detentore del record dell’ora Victor Campenaerts, Il quarto posto di Damiano Caruso dimostra quello che si è sempre saputo: l’ultima crono di solito non è solo per specialisti, ma per chi ne ha ancora. E Damiano ha chiuso il suo splendito Giro nel modo migliore.
Per quanto riguarda la classifica generale, l'ecuadoriano Richard Carapaz perde quasi 50" da Vincenzo Nibali, ma resta saldamente al comando e porta a casa il primo successo al Giro per il suo paese.

Quando, al termine della tappa di Ceresole Reale, Vincenzo Nibali si lasciò andare ad un inusuale sfogo nei confronti di Primoz Roglic, in molti si chiesero il motivo di quel nervosismo, poi subito rientrato. Era la consapevolezza, da parte di un campione di grande esperienza, che il marcamento stretto e la lotta serrata tra i due favoriti di questo Giro avrebbero fatto perdere la corsa rosa a scapito di un terzo incomodo. Neanche 24 ore dopo Richard Carapaz portava a termine la sua azione vittoriosa a Courmayer e vestiva la maglia rosa; nessuno gliela avrebbe più tolta. Quanto percepito in modo chiaro da Nibali così si concretizzava.

Il primo ecuadoriano della storia a vincere il Giro è stato in grado di gestire benissimo la sua forza in salita e una formazione, la Movistar, apparsa superiore alle altre, anche grazie al “capitano-luogotenente” Landa, che ha rappresentato una costante spina nel fianco per Nibali e Roglic. Nonostante questo, però, resta il dubbio su cosa sarebbe accaduto se i due favoriti della vigilia non si fossero marcati troppo. Carapaz è in grado di dare oltre 4’ in salita a Nibali, come è accaduto in questa edizione? Non abbiamo la controprova e nell’incertezza non possiamo che applaudire lo scalatore sudamericano.

Il Giro del “Gavia mancato”, del resto, lascia anche un altro quesito: se Domoulin fosse rimasto in corsa, cosa sarebbe accaduto? Probabilmente l’olandese, e la sua formazione, avrebbero contribuito a rendere meno strabordante il potere della Movistar; ma anche questo resta un dubbio irrisolto.

Cosa resta a noi italiani, sportivamente parlando? Prima di tutto le vittorie di tappa di Masnada, Benedetti, Cataldo, Cima e Ciccone. Cinque successi frutto di fughe a “lunga gittata”, a dimostrazione che il nostro ciclismo è in grado sempre di proporre protagonisti per tutti i terreni. Una nota particolare la merita Giulio Ciccone, vincitore della maglia di leader dei Gran Premi della Montagna. E’ stato tra i più forti in salita sin dalle prime tappe. Ha costruito questo primato con costanza e umiltà. Ha impreziosito tutto con una vittoria di tappa. Difficile chiedergli di più. Questo risultato, inoltre, ci auguriamo possa essere un viatico per il futuro della sua carriera.

Un applauso lo merita anche Valerio Conti, in maglia rosa per 6 giorni. Un romano in grado di vestire le insegne del primato nella corsa rosa è cosa rara, forse unica. Un bel segnale, a nostro avviso, per tutto il movimento. Perché se cresce la passione e la pratica nelle grandi città non può che essere un bene.

Ci piace ricordare, tra i protagonisti di questo Giro, anche Elia Viviani, cha ha collezionato tre secondi posti oltre ad una vittoria “mancata” ad Orbetello; Mattia Cattaneo, splendido secondo alle spalle di Cataldo a Como; Simone Consonni, terzo in volata a Santa Maria di Sala; Damiano Caruso, secondo a Pinerolo ma che probabilmente avrebbe potuto raccogliere di più se non fosse stato sacrificato nella logica di supporto a Nibali; Davide Formolo, che ha provato a portare a casa un successo di tappa, per compensare un Giro altalenante. E’ giovane, lui come molti degli altri citati, e il tempo per rifarsi ce n’è.

Concludiamo infine con Vincenzo Nibali. L’obiettivo della stagione era il Giro. Una sfida importante: se fosse riuscito nell’impresa sarebbe stato il corridore più anziano a vincere la corsa rosa. Il primato resta a Fiorenzo Magni, che vi è riuscito a 34 anni, 6 mesi e 29 giorni. Non si tratta solo di una constatazione statistica o anagrafica, ma del metro della difficoltà di un simile traguardo.

Vincenzo ha corso bene mostrando significativi miglioramenti nelle prove contro il tempo. Ha potuto godere di due compagni di squadra, Caruso e Pozzovivo, in grado di proteggerlo adeguatamente. Questo non gli ha impedito di perdere minuti preziosi contro Carapaz, favorito, come ricordato all’inizio, forse da un marcamento esagerato tra i due favoriti. Ha pagato qualche cosa nella tappa di Anterselva, forse a causa dello sforzo del giorno precedente sul Mortirolo, dove ha attaccato; è stato in grado di dosare le forze e attaccare ancora nella frazione di sabato. Insomma, ci ha provato, ma i valori erano pressoché uguali e il suo rammarico maggiore, crediamo, a questo punto si il mancato successo in una tappa. Aveva iniziato il Giro dicendo: “La vittoria mi manca…”. Speriamo che riesca a colmare questo vuoto nei prossimi appuntamenti.

Il presidente Renato Di Rocco, al termine, ha commentato: “Il Giro ancora una volta ha mostrato la parte migliore del nostro Paese: dagli stupendi scenari dei nostri borghi e paesi ad un caloroso e variegato pubblico che è accorso ai bordi delle strade, sempre numeroso, per festeggiare i girini. Un rito che si ripete da oltre 100 anni ma che non smette di affascinare e colpire la fantasia degli sportivi e appassionati di tutte le età. La bicicletta in questi anni è al centro di un rinascimento culturale che ci auguriamo riesca a contagiare sempre più persone così come il fascino di questa corsa è in grado di fare.

Dal punto di vista sportivo ringrazio tutti i partecipanti, in particolar modo gli italiani che con le loro imprese hanno impreziosito questa edizione: da Fausto Masnada a Cesare Benedetti, da Dario Cataldo a Damiano Cima, da Valerio Conti, in rosa per 6 giornate (che insieme al vincitore Carapaz, primo ecuadoriano nella storia a farlo, ha dimostrato come il ciclismo non conosca confini), fino ad Giulio Ciccone, splendido vincitore di tappa e della maglia azzurra dei GPM. Un ringraziamento va anche a due grandi campioni che, pur non vincendo, hanno onorato degnamente questo giro e il ciclismo italiano: Vincenzo Nibali e Elia Viviani. Li aspetto, insieme alla folta schiera di giovani ciclisti italiani, ai prossimi impegni internazionale convinto che saranno in grado di tornare presto sul gradino più alto del podio.

Un ultimo ringraziamento va agli ufficiali di gara e agli organizzatori della RCS, che hanno permesso di godere di uno splendido spettacolo nel più sincero spirito sportivo, improntato al fair play e al rispetto delle regole.”

21^ TAPPA

1. Chad Haga (USA, Team Sunweb) Km. 17 in 22'07”; 2. Victor Campenaerts (BEL, Lotto Soudal) a 4”; 3. Thomas De Gendt (BEL, Lotto Soudal) a 6”; 4. Damiano Caruso (ITA, Bahrain – Merida) a 9”; 5. Tobias Ludvigsson (SVE, Groupama – Fdj) a 11”; 6. Josef Cerny (CZE, Ccc Team); 7. Pello Bilbao Lopez De Armentia (SPA) Astana Pro Team) a 17”; 8. Mattia Cattaneo (ITA. Androni Giocattoli – Sidermec) a 20”; 9. Vincenzo Nibali ( ITA. Bahrain – Merida) a 23”; 10. Primoz Roglic (SLO, Team Jumbo – Visma) a 26”.



CLASSIFICA FINALE
1 - Richard Carapaz (Movistar Team)
2 - Vincenzo Nibali (Bahrain - Merida) a 1'05"
3 - Primoz Roglic (Team Jumbo - Visma) a 2'30"
4 - Mikel Landa (Movistar Team) a 2'38"
5 - Bauke Mollema (Trek - Segafredo) a 5'43"

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel - Richard Carapaz (Movistar Team)

  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo - Pascal Ackermann (Bora - Hansgrohe)

  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum - Giulio Ciccone (Trek - Segafredo)

  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin - Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)